Monaco Italiana. Realtà urbane e digitalizzazione

1. Introduzione

Monaco di Baviera rappresenta la terza città più popolosa della Germania ed è caratterizzata dalla presenza di cittadini provenienti da tutto il mondo. Tali presenze sono estremamente eterogenee e comprendono diversi gruppi di persone che vanno dai rifugiati politici ai lavoratori altamente qualificati impiegati in società transnazionali. Secondo i dati forniti dallo Statistisches Amt München, al presente, i cittadini provenienti dalla Turchia e dalla Croazia rappresentano i gruppi più numerosi (circa 38.000 persone ciascuno), seguiti da quelli di cittadinanza italiana e greca.

La popolazione italiana residente a Monaco di Baviera è di particolare interesse per più motivi, non soltanto poiché essa costituisce con le sue 28.152 presenze (fonte dei dati: Statistisches Amt München, luglio 2019) il terzo gruppo di cittadini stranieri residenti in città, ma anche per i seguenti motivi. In primo luogo è importante sottolineare che, contrariamente agli altri gruppi citati precedentemente, la presenza italiana a Monaco di Baviera risale già all’epoca barocca: basti considerare che l’arte e la struttura urbana della città furono influenzate dalla presenza di architetti e artisti italiani nelle corti bavaresi (Rieder 2005). Una presenza costante di lavoratori stagionali dall’Italia è stata, invece, documentata a partire dal XIX secolo (Rieder 2005). In secondo luogo, il gruppo italiano gode di un prestigio relativamente elevato nella comunità locale. Ciò è dovuto alla vicinanza geografica con l’Italia e al fascino italiano prodotto da numerosi ristoranti e bar italiani. Anche per questo motivo, Monaco di Baviera viene spesso denominata “la città italiana più a nord”.

Il gruppo italofono a Monaco di Baviera si trova ad affrontare una situazione linguistica complessa. Gli italiani giunti in città, a seguito degli accordi sul reclutamento di manodopera tra il 1956 e il 1973, avevano conoscenze limitate della lingua italiana, hanno imparato a esprimersi in italiano stando a contatto con connazionali provenienti da regioni diverse, e imparando, in molti casi, il tedesco in maniera rudimentale e non guidata (D'Agostino 2012, 18). Per quanto riguarda gli arrivi più recenti, il punto di partenza è contrassegnato da una conoscenza e un uso dell’italiano standard, lingua in cui queste persone hanno potuto scolarizzarsi e studiare. La conoscenza della lingua inglese è, inoltre, un elemento caratterizzante la quasi totalità dei nuovi arrivi altamente qualificati. A tal proposito è possibile affermare, infatti, che, a seguito dell’introduzione obbligatoria dello studio della lingua inglese nelle scuole italiane, tutta la nuova generazione dei giovani italiani all’estero possieda almeno delle conoscenze scolastiche di questa lingua (Decreto Legislativo 59/2004, Articolo 51 Si rimanda al seguente link della pagina web del Ministero dell’Istruzione dell’Università
e della Ricerca <https://archivio. pubblica.istruzione.it/riforma/ allegati/ dl190204.
pdf>, presente in bibliografia, per visualizzare il testo integrale del decreto legislativo
. Inoltre l’inglese viene utilizzato come lingua di lavoro in diversi settori professionali (Lüdi 2011, 29).

Per quanto riguarda, invece, i parlanti di seconda e terza generazione, è importante sottolineare che questi sono, generalmente, nati nel Paese ospitante e hanno per lo più frequentato le scuole in Germania (Krefeld 2004, 61). Essendo il dialetto del luogo di origine una componente della comunicazione familiare, esso risulta parte integrante del loro repertorio linguistico; a esso si aggiunge, in alcuni casi, una acquisizione dell’italiano standard, la quale avviene soprattutto attraverso i media. Tuttavia pochi hanno la possibilità di seguire lezioni di italiano in Germania (Ingrosso/Riehl in corso di stampa). Ciò influisce in particolar modo sull’acquisizione delle loro competenze scritte (cf. (Barberio in corso di stampa); (Riehl/Barberio in corso di stampa).

Il progetto “Monaco Italiana – realtà urbane” nasce da queste premesse, unendo un ambito di ricerca già consolidato, legato a spazi e costellazioni della comunicazione italofona sul territorio urbano di Monaco di Baviera, e le innovazioni dei nuovi media e delle digital humanities.

Nella prima parte di questo breve saggio verrà presentata l’idea alla base della piattaforma, con una descrizione della presenza italiana nella realtà urbana di Monaco di Baviera. La piattaforma e le sue funzionalità e finalità saranno poi illustrate in maniera dettagliata nella seconda parte del presente contributo.

2. Spazio urbano e spazio virtuale

2.1. La popolazione italiana a Monaco di Baviera: spazi e costellazioni nel tessuto urbano

La popolazione italiana a Monaco di Baviera è fortemente eterogenea da un punto di vista socio-professionale ed è distribuita in maniera pressoché uniforme in tutto il territorio urbano. Come si evince dai dati forniti dallo Statistisches Amt München, i cittadini italiani nei diversi quartieri rappresentano l’1% – 2% della popolazione totale:

Quartiere Popolazione totale Popolazione italiana (cifre assolute) Popolazione italiana (percentuale)
1 Altstadt – Lehel 21.100 525 2,49%
2 Ludwigsvorstadt – Isarvorstadt 51.644 1.096 2,12%
3 Maxvorstadt 51.402 1.227 2,39%
4 Schwabing West 68.527 1.324 1,93%
5 Au – Haidhausen 61.356 1.378 2,25%
6 Sendling 40.983 769 1,88%
7 Sendling – Westpark 59.643 1.216 2,04%
8 Schwantalerhöhe 29.743 616 2,07%
9 Neuhausen – Nymphenburg 98.814 1.772 1,79%
10 Moosach 54.223 814 1,50%
11 Milbertshofen – Am Hart 75.094 1.234 1,64%
12 Schwabing – Freimann 77.936 1.518 1,95%
13 Bogenhausen 87.950 1.650 1,88%
14 Berg am Laim 46.098 1.025 2,22%
15 Trudering – Riem 73.206 1.102 1,51%
16 Ramensdorf – Perlach 116.327 2.570 2,21%
17 Obergiesing – Fasangarten 54.256 968 1,78%
18 Untergiesing – Harlaching 53.184 853 1,60%
19 Thalkirchen – Obersendling – Forstenried – Fürstenried – Solln 96.714 1.525 1,58%
20 Hadern 49.898 789 1,58%
21 Pasing – Obermenzing 74.625 976 1,31%
22 Aubing – Lochhausen – Langwied 47.813 594 1,24%
23 Allach – Untermenzing 33.355 391 1,17%
24 Feldmoching – Hasenbergl 61.774 911 1,47%
25 Laim 56.546 978 1,73%
Totale 1.542.211 27.821 1,80%
Distribuzione della popolazione italiana residente nei quartieri di Monaco di Baviera al 31.12.2018 (Fonte dei dati: Statistisches Amt München. Analisi: Sara Ingrosso)

A tale proposito bisogna considerare, in primo luogo, che i dati statistici presentano una sottostima del fenomeno reale: la libertà di circolazione e la libertà di movimento nell’area Schengen comportano una registrazione anagrafica pressoché volontaria dei cittadini italiani, nonostante l’obbligo di iscrizione dopo 14 giorni presso i registri locali (la cosiddetta Anmeldung) e dopo un anno di permanenza presso l’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero (AIRE) del Consolato. Questo significa che i cittadini italiani ‘effettivamente’ presenti sul territorio urbano siano, probabilmente, di più di quelli riportati nei registri comunali e ministeriali. Per cercare di calcolare il numero di italiani presenti, si ritiene, tuttavia, che i dati locali possano, in parte, fornire un quadro più completo, poiché senza un’iscrizione nei registri comunali spesso non è possibile accedere a servizi primari ed espletare pratiche burocratiche, tra cui prendere un appartamento in affitto, aprire un conto in banca e iscriversi all’università.

Altrettanto rilevanti sono la percezione e l”occupazione’ degli spazi urbani della popolazione italiana a Monaco di Baviera. Come già considerato in altri studi (si veda a esempio (Rieder 2005, 393)), a seguito della conversione della forza lavoro italiana a partire dagli anni Settanta, il numero di attività commerciali – soprattutto gastronomiche – sul territorio bavarese si è progressivamente esteso. Nell’ambito del presente saggio non risulta possibile quantificare con esattezza il numero delle attività commerciali gestite da cittadini italiani sul territorio di Monaco di Baviera, è tuttavia possibile constatare una presenza di attività commerciali nelle diverse aree del capoluogo bavarese. Scopo della piattaforma, la quale verrà illustrata nel paragrafo seguente, è anche quello di colmare tale lacuna. 

2.2. Da München Hauptbahnhof al Web 3.0

Secondo le ultime cifre fornite dallo Statistisches Bundesamt, aggiornate al 31.12.2017, Monaco di Baviera è il terzo centro urbano più popolato della Germania. La sua estensione è di 310.71 chilometri quadrati e con i suoi 1.456.039 milioni di abitanti rappresenta la città con la maggiore densità di popolazione di tutto il Paese, pari a 4.686 abitanti per chilometro quadrato.

Un punto centrale per la veicolazione di persone e di informazioni all’interno della struttura urbana del capoluogo bavarese è costituito dalla stazione centrale. Questa, oltre ad aver rappresentato un luogo simbolico, in quanto punto di arrivo dei treni dei lavoratori arrivati a seguito degli accordi sul reclutamento (Dunkel/Stramaglia-Faggion 2000, 91-98), è stata per decenni un punto di incontro per la popolazione straniera. La stazione centrale era il luogo in cui ci si dava appuntamento per incontrare altri connazionali, per raccogliere informazioni, diventando, così, anche uno dei pochi luoghi in città in cui fosse possibile trovare la stampa estera.

In epoca attuale questo la stazione centrale è stato affiancata – o sostituita – da un altro, quasi impercettibile ma collegato al filo invisibile di una connessione internet. Si tratta del cosiddetto Web 2.0, nel quale le informazioni non vengono preimpostate e impaginate a disposizione del destinatario, ma in cui gli individui – da intendersi anche come parlanti – creano e condividono i loro contenuti, diventando in prima persona un canale di informazione, scambio e ulteriore condivisione per altri utenti. Recentemente si è, inoltre, diffusa l’idea del Web 3.0, caratterizzato non soltanto da una interazione tra gli attori della comunicazione via web, ma soprattutto dalla trasformazione dello spazio digitale in un enorme database. Per descrivere le conseguenze di questo cambiamento tecnologico si prenda, ad esempio, lo spazio comunicativo sviluppatosi in seguito alla diffusione di gruppi su reti sociali virtuali come ad esempio Facebook, il noto social network creato nel 2004 e diventato uno dei più frequentati a livello globale.

Facendo una ricerca veloce, è possibile trovare su Facebook più di dieci gruppi di interesse generale in lingua italiana a Monaco di Baviera. Il maggiore di questi conta più di 19.000 iscritti. Esistono, inoltre, gruppi dedicati a interessi più specifici, per esempio a determinati settori lavorativi (primo fra tutti la gastronomia), alla compravendita di oggetti usati o ad associazioni culturali italiane. Gli utenti, per lo più italiani che vivono sul territorio locale tedesco, possono chiedere qui informazioni sulla vita in Germania, sugli aspetti burocratici e cercare di allargare la propria rete di contatti sociali.

Tuttavia, soltanto una piccola parte di questi gruppi Facebook viene amministrato dagli esponenti delle associazioni che hanno fatto la storia dell’immigrazione di Monaco di Baviera, come ad esempio quello dell’associazione culturale Rinascita e.V.. Contemporaneamente, le pagine ufficiali di associazioni e istituzioni italiane presenti sul territorio, rappresentano un’ulteriore punto di riferimento.  Ne costituiscono, però, una minima parte.

Quali somiglianze e differenze sia possibile trovare tra i raduni alla stazione centrale e le discussioni online non è semplice. I messaggi non sono più comunicati grazie ad una comunicazione face-to-face esclusivamente a chi si trova fisicamente in un determinato luogo, ma sono fissati e resi accessibili contemporaneamente anche a utenti che si trovano altrove. Con una semplice funzione di ricerca è tra l’altro possibile riprendere discussioni e contributi passati. Inoltre, controllare la diffusione del messaggio è pressoché impossibile poiché non è legato ad uno spazio fisico. Allo stesso tempo, sia la stazione centrale sia i gruppi Facebook hanno rappresentato e rappresentano tutt’oggi uno spazio -sia esso reale oppure virtuale- di riferimento. Questa ricerca di un luogo comune si potrebbe ricollegare al bisogno del singolo di poter scambiare notizie usando il passaparola, al quale si aggiunge la ricerca di punto di contatto e lo scambio di esperienze con altri individui.

3. La piattaforma “Monaco Italiana – realtà urbane: segni | esperienze | percorsi”

Sulla base delle riflessioni relative alle nuove concezioni dello spazio comunicativo italofono all’interno spazio urbano di Monaco di Baviera, si è voluto creare una piattaforma, accessibile a un vasto numero di utenti, che unisse la ricerca linguistica alla dimensione digitale.

Il progetto “Monaco Italiana – realtà urbane: segni | esperienze | percorsi” nasce nel 2018 con lo scopo di creare una sinergia tra il mondo accademico e quello della popolazione italiana a Monaco di Baviera attraverso l’utilizzo del web e delle nuove tecnologie. L’idea alla base della piattaforma è quella di creare uno spazio virtuale per raccogliere storie, impressioni e immagini sulla presenza italiana a Monaco di Baviera attraverso un forum dinamico e virtuale. La funzione principale della piattaforma è quella di rappresentare un mezzo di divulgazione scientifica, attraverso i suoi principi di interattività e accessibilità.

La piattaforma, realizzata in collaborazione con il gruppo IT  (IT-Gruppe Geisteswissenschaften) dell’Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera, si basa sul software open source WordPress che consente la creazione e distribuzione di siti internet contenenti materiale testuale e/o multimediale. Dopo l’iscrizione al portale e l’accettazione della registrazione da parte del team è possibile iniziare a scrivere la propria storia. Qualora, invece, si volessero inserire delle foto, questo è possibile anche attraverso l’iscrizione al portale e alla sua relativa conferma.

La partecipazione al progetto prevede l’anonimizzazione di tutti i dati sensibili. Per l’identificazione dei partecipanti si utilizza un sistema di codificazione basato sulle seguenti informazioni: sesso (M = maschile, F = femminile), età, anno e mese di arrivo in Germania e professione. Ad esempio, per un uomo di 28 anni, in Germania da novembre del 2016 e ingegnere elettronico di professione si dirà: [M28-2016-11] – Ingegnere elettronico.

4. Quesiti di ricerca e aspetti metodologici

Sulla base delle precedenti osservazioni si pongono i seguenti quesiti di ricerca:

  1. Come si è evoluta nel corso degli anni la migrazione italiana a Monaco?
  2. Chi sono i nuovi arrivati e in che modo vivono e raccontano la loro esperienza migratoria?
  3. Che ruolo gioca la presenza italiana nel contesto urbano monacense?

Per rispondere a tali domande, la piattaforma “Monaco italiana – realtà urbane”  si pone l’obiettivo di creare uno spazio digitale per la raccolta di storie, impressioni e immagini sulla presenza italiana nella città bavarese. Sulla base di biografie linguistiche, di immagini e segni di diverso tipo si vuole creare, così, un forum dinamico che possa rappresentare una ‘finestra’ sul mondo degli italiani a Monaco e sulla italianità della città stessa.

In contesto migratorio la raccolta di biografie linguistiche svolge, infatti, un ruolo molto importante per la conoscenza delle pratiche linguistiche del parlante durante le diverse fasi della propria vita (cf. (Franceschini 2002): 21). Franceschini (1996) definisce come segue le biografie linguistiche:

Die Sprachbiographie lässt sich als während einer autobiographischen Erzählung allmählich reproduzierte Präsentation des Sprachrepertoires charakterisieren. […] In der biographischen Dimension wird das Sprachrepertoire als eine konstante Ablagerung von Sprachpraktiken angesehen, die während des Lebens zustande gekommen sind: etwa durch früher gesprochene und verstandene Sprachen, durch Sprachen, denen man ausgesetzt war oder die man selbst verwendet hat, durch einmal besser gesprochene, dann weniger verwendete Sprachen, durch Sprachen, die für einen bestimmten Lebensabschnitt eher im Zentrum des Interesses standen. ((Franceschini 1996): 86)

Le biografie linguistiche possono essere, quindi, considerate come un tipo particolare di autobiografia, in cui il parlante riflette, discute ed espone il proprio personale legame con le lingue acquisite e parlate durante la propria vita. Il processo introspettivo di tale metodologia di analisi viene reso ancora più ‘intimo’ attraverso la scelta della forma scritta, come proposto dalla piattaforma, e non in forma orale, ad esempio in forma di intervista narrativa. La lettura delle biografiche linguistiche presenti sulla piattaforma permettono, quindi, la visione di uno spaccato di vita dei singoli scriventi.

Alla raccolta delle biografie linguistiche, si unisce la raccolta di immagini allo scopo di rappresentare, anche visivamente, la presenza italiana nel contesto monacense. Come per la scrittura delle biografie linguistiche, anche per la raccolta delle immagini, bisogna in primo luogo, iscriversi al portale. Il passo successivo è caricare la foto scelta e inserire una sua breve descrizione. I dati relativi alla posizione geografica della foto scattata saranno riconosciuti in automatico dalla piattaforma e inseriti nella cartina appositamente creata sulla piattaforma.

Geolocalizzazione delle immagini inserite sulla piattaforma.

La raccolta di immagini e la sua geolocalizzazione si inseriscono nell’ottica di “Semiotic Landscaping” (vgl. (Jaworski/Thurlow 2010)), il cui concetto base si configura come un’espansione del concetto del linguistic landscaping. Attraverso la sinergia di diverse forme di linguaggio in un determinato spazio, ad esempio lo spazio urbano, si crea, così, un interplay tra linguaggio, discorso visivo, segni non verbali (bandiere, foto, musica ecc.) e dimensione dello spazio stesso.

Le singole immagine caricate sul portale sono connotate un quadrato rosso, cliccando sul quale è possibile, inoltre, vedere l’immagine inserita:

Esempio relativo ad una delle immagine inserite sulla piattaforma.

La digitalizzazione e georeferenziazione dei dati permette, così, una maggiore fruizione degli stessi per i diversi interessi e scopi degli utenti. A questo si unisce l’osservazione di (Krefeld/Lücke 2014): 138ss. secondo la quale la georeferenziazione dei dati unita ad una strutturazione della banca dati in back-end risultano essere modelli molto potenti per la modellazione dei dati. Tramite l’unione tra l’aspetto linguistico e digitale si crea, così, un legame tra diverse discipline, siano esse ad esempio la linguistica di migrazione, la sociolinguistica oppure la geolinguistica, determinando, quindi, un campo di analisi interdisciplinare.

5. Conclusioni e sviluppi

Con il presente contributo si è proposto una presentazione della piattaforma digitale “Monaco italiana – realtà urbane” realizzata nel 2018 presso l’Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera. Lo scopo della piattaforma è quello di documentare la presenza italiana nel capoluogo bavarese, attraverso la creazione di un forum dinamico e digitale che possa essere una ‘finestra’ sul mondo degli italiani sul territorio e dell’italianità del territorio stesso.

Partendo dalla premessa relativa all’importante presenza italiana nella città di Monaco di Baviera e dai cambiamenti di incontro e scambio informativo tra diversi individui, si è desiderato realizzare, tramite la creazione della piattaforma, un modello di raccolta di dati linguistici interattivo e digitale. Per gli utenti è possibile, infatti, scrivere la propria biografia linguistica e inserire foto della presenza italiana in città. La raccolta dei dati si inserisce, così, in un’ottica open-source, basata sull’idea di una libera fruizione di dati per diversi scopi scientifici.

L’interdisciplinarità di tale raccolta attraverso la digitalizzazione e geolocalizzazione dei dati, si pone, inoltre, a pieno titolo nell’ambito delle digital humanities e, in una visione più ampia, si integra con l’idea del Web 3.0, caratterizzato non soltanto da una interazione tra gli attori della comunicazione via web, ma soprattutto dalla trasformazione dello spazio digitale in un grande database.

 

Bibliografia

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  • Lüdi 2011 = Lüdi, Georges (2011): Neue Herausforderungen an eine Migrationslinguistik im Zeichen der Globalisierung, in: Sprachen in mobilisierten Kulturen. Aspekte der Migrationslinguistik, Potsdam, Univ.Verlag.
  • Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca = Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca: DECRETO LEGISLATIVO 19 febbraio 2004, n. 59 (Link).
  • Prontera 2015 = Prontera, Grazia (febbraio 2015): Donne italiane e politica a Monaco di Baviera, in: Luconi, Stefano / Varricchio, Mario (a cura di), Lontane da casa, Torino, Accademia University Press, 207-232.
  • Rieder 2005 = Rieder, Maximiliane (2005): Migrazione ed economia. L'immigrazione italiana verso la Germania occidentale dopo la seconda guerra mondiale, in: Il Veltro. Rivista della civiltà italiana, vol. 4-6, 378-396.
  • Riehl/Barberio in corso di stampa = Riehl, Claudia Maria / Barberio, Teresa (in corso di stampa): Speaking and writing in two languages: Language contact in second generation Italian immigrants in Munich, in: Italian(s) abroad: Italian language and migration in cities of the world, Berlin, De Gruyter Mouton.
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